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Avviato il confronto con Pam Panorama sul Cia, contratto integrativo aziendale. Stabilità dell’occupazione, organizzazione del lavoro, welfare aziendale, sicurezza nei luoghi di lavoro e formazione continua, sono i punti qualificanti del confronto che, in autunno, entrerà nel vivo.

“L’obiettivo della Uiltucs è quello di assicurare condizioni di lavoro e salariali adeguate e stabili agli oltre 7100 lavoratori del Gruppo Pam Panorama”. L’intervento è di Paolo Andreani della Uiltucs Nazionale, presente il 13 luglio all’incontro con il Gruppo Pam Panorama inerente lo stato delle relazioni sindacali in essere e l’avvio di un confronto finalizzato a realizzare un contratto integrativo aziendale.

Le parti in premessa hanno approfondito la dinamica dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali in essere anche a seguito della definizioni di accordi atti ad evitare licenziamenti collettivi prevalentemente riconducibili alle regioni della toscana e del Lazio.

Risultano alla data odierna essere coinvolti dieci punti vendita sugli oltre 180 del Gruppo.

L’impresa ha annunciato anche l’avvio di una riflessione sulla possibile internalizzazione di alcune attività (quali ad esempio il recupero dei carrelli, la produzione del pane, dei piatti pronti e l’antitaccheggio) anche finalizzate al contenimento dei costi.

In presenza di un nuovo piano industriale presentato nello scorso maggio e della ragionevole prospettiva di migliorare la gestione caratteristica le parti si sono confrontate sulla possibile ripresa di un dialogo per realizzare un nuovo contratto integrativo aziendale.

Pur in presenza di un pluralismo di opinioni, i temi condivisi da poter approfondire risultano essere quelli della stabilità occupazionale, dell’organizzazione del lavoro, della sicurezza e del lavoro, della formazione permanente e del welfare contrattuale.

Il confronto proseguirà nel prossimo mese di ottobre.

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La UILTuCS UIL di Torino e del Piemonte, Organizzazione Sindacale delle lavoratrici e dei lavoratori del Commercio, Terziario, Ristorazione, Vigilanza e Servizi, da Lunedì 2 luglio 2018 sarà presente con un camper all’uopo attrezzato, nei parcheggi dei Centri Commerciali di Torino e Provincia per fornire informazioni e servizi in primo luogo alle lavoratrici ed ai lavoratori della categoria, ma rendendo disponibilità ad offrire le indicazioni richieste anche ai dipendenti in forza in altri settori, ai pensionati ed ai comuni cittadini.

La Sede Mobile è  una sede sindacale in grado di fornire assistenza e consulenza qualificata ai dipendenti da Aziende del Commercio Turismo e Servizi su tutte le tematiche inerenti il rapporto di lavoro come ad esempio:

Orari di lavoro, orari dei part time, mansioni, livelli di inquadramento professionale, retribuzioni, scatti di anzianità, ferie, permessi retribuiti, riposi, festività, lavoro domenicale, trasferimenti, malattia ed infortunio, aspettative, congedi e aspettative per maternità e paternità, assistenza e previdenza complementare, assistenza familiare, mobbing.

La UILTuCS UIL è firmataria e competente per i seguenti CONTRATTI COLLETTIVI di LAVORO:

Commercio – piccola, media e grande distribuzione; Terziario – informatica, distribuzione del farmaco, concessionarie; Cooperative della distribuzione commerciale, Pubblici Esercizi, Mense Aziendali e Scolastiche, Vigilanza Privata armata e non armata, Servizi Fiduciari, Farmacie Private e Municipalizzate, Portieri di condominio, Colf, Badanti, Studi Professionali, Settore socio assistenziale – case di riposo.

AI lavoratori di altre categorie o ai pensionati o comunque a comuni cittadini, potranno essere fornite informazioni di massima ed essere indirizzati verso gli uffici sindacali preposti.

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In caso di malattia del lavoratore, la visita fiscale effettuata dal medico di controllo dell’Inps è volta a valutare l’effettività della infermità e l’eventuale incompatibilità con il lavoro. Pertanto, proprio per rendere possibile tale controllo, il lavoratore deve comunicare tempestivamente al datore di lavoro la propria assenza per malattia e l’indirizzo di reperibilità (se diverso dalla residenza o domicilio abituale).

Il lavoratore ammalato deve sottoporsi, preferibilmente sin dal primo giorno di malattia, ad un accertamento sanitario da parte del proprio medico curante, che produce un’apposita certificazione. Il medico è tenuto ad inviare la certificazione per via telematica all’INPS, con le specifiche tecniche e le modalità procedurali determinate dall’Istituto.

Ma che succede se il certificato fornito dal proprio medico di base fornisce una ricostruzione del quadro clinico del lavoratore in malattia differente da quello che, dopo, rileva il medico inviato dall’Inps?

Nell’ipotesi di contrasto tra certificato del medico curante e quello del medico di controllo non è obbligatorio accettare acriticamente la certificazione del medico di controllo.

Il lavoratore sottoposto a visita fiscale che non accetta il certificato del medico di controllo deve eccepirlo subito al medico stesso, il quale deve annotarlo sul referto; il giudizio definitivo spetta al coordinatore sanitario della competente sede INPS.

Finché tale giudizio definitivo non sia espresso e comunicato al lavoratore, quest’ultimo è autorizzato a comportarsi come prescritto dal medico curante [1].

Quindi, se il dipendente non riprende a lavorare nella data indicata dal medico di controllo dell’Inps – il quale abbia modificato la prognosi del medico curante – la sua assenza dal lavoro non può essere considerata come ingiustificata se il lavoratore non abbia accettato il responso del medico di controllo [2].

Se ne dovesse nascere una lite in tribunale, il giudice investito della causa è tenuto a compiere un esame comparativo tra i due certificati al fine di stabilire quale sia maggiormente attendibile [3].

Il datore di lavoro può, di contro, provare la non veridicità della certificazione del medico curante o l’inesistenza della malattia [4].

Il certificato rilasciato dal medico di controllo fa fede, fino a querela di falso, soltanto dei fatti e non del giudizio relativo alla diagnosi della malattia [5]. Per esempio: se il medico dell’Inps ha trovato il lavoratore che era in giardino a tagliare l’erba, il fatto da questi indicato nel verbale medico fa fede pubblica e può essere contestato solo con il procedimento “aggravato” detto querela di falso; stesso discorso se il medico fiscale verifica l’assenza di febbre nel malato. Diversa, invece, sarebbe la valutazione del quadro clinico complessivo del dipendente o l’interpretazione di un determinato sintomo come ascrivibile a una specifica patologia piuttosto che a un’altra. Oppure il giudizio sui giorni necessari alla guarigione. In questi casi, la contestazione da parte del lavoratore è più facile perché non richiede il procedimento di querela di falso.

[1] Pret. Milano sent. del 28.07.1995.

[2] Art. 6, c. 2, DM 15 luglio 1986.

[3] Cass. sent. n. 5027/1998.

[4] Cass. sent. n. 2953/1997.

[5] Cass. sent. n. 8124/1987.

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