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In data 30 marzo 2015 presso la Confcommercio di Roma, Filcams-Fisascat-UILTuCS hanno sottoscritto l'ipotesi per il rinnovo del CCNL del Terziario e Commercio.

Via alle consultazioni tra tutte le Lavoratrici ed i Lavoratori del settore.

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Il 15 Aprile 2015 è indetto uno sciopero nazionale di Filcams - Fisascat - UILTuCS per il mancato rinnovo del Contratto Nazionale di lavoro degli addetti mense, dei bar e ristoranti, delle agenzie di viaggio, degli alberghi, dei tour operators, degli stabilimenti balneari.

Leggi volantino unitario:

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COMUNICATO MERCATONE

Si è riunito questa mattina il tavolo indetto dall’Assessore Regionale al Lavoro, Gianna Pentenero, per esaminare la situazione di crisi del Mercatone Uno in riferimento ai P.d.V. della nostra Regione, anticipando il confronto nazionale convocato per il 12 marzo a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

All’incontro erano presenti oltre ai Funzionari della Regione Piemonte , una rappresentanza Aziendale Mercatone Uno, le Segreterie Regionali di Filcams- Fisascat- Uiltucs unite ad una Rappresentanza dei 389 lavoratrici e lavoratori dei 12 Punti Vendita nella Regione Piemonte ed i sindaci dei comuni sui quali insistono i Negozi  ad insegna: Mercatone Uno e Tre Stelle.

L’Azienda ha confermato che il 28 febbraio due Società hanno manifestato  interesse alla procedura di concordato (queste però hanno chiesto di rimanere anonime); ha giustificato le ragioni della crisi giustificandola con il calo dei consumi ed in particolare con quello dei mobili; ha dichiarato inoltre che dalla data di avvio della domanda di concordato ad oggi, l’azienda registra un calo di fatturato del 50%.

Le Organizzazioni Sindacali, ed in particolare il Segretario Regionale della UILTuCS, nel riprendere le cause strutturali della crisi Mercatone, hanno denunciato gli scarsi investimenti, la mancata revisione degli assortimenti commerciali e gli errori di strategia che hanno caratterizzato la gestione negli ultimi anni  ed in particolare da maggio 2011, data in cui si è concordato sul Piemonte il primo ammortizzatore sociale (contratto di solidarietà) che ha anticipato di circa 6 mesi quello nazionale.

I Sindaci e gli Amministratori Presenti, oltre a portare la scontata solidarietà, hanno tutti manifestato la piena disponibilità a ricercare soluzioni tese ad evitare in primis le chiusure dei Punti di Vendita e dove questo non fosse possibile a ricercare soluzioni occupazionali sui territori attraverso una gestione della crisi che veda protagoniste tutte le Istituzioni, a cominciare da quella locali che, nell’ambito dei rilasci di nuove concessioni e attraverso il supporto di politiche attive del lavoro, aiuti il reinserimento al lavoro dei dipendentio espulsi, favorendo l’operazione anche attraverso incentivi, leve urbanistiche e sgravi su tasse locali.

L’assessore Pentenero, nel chiedere la costituzione di un tavolo specifico presso il Comune di Beinasco per il punto di vendita a marchio Tre Stelle, chiuso perchè in autofallimento, ha concluso dichiarando che i punti toccati verranno portati dalla Regione al tavolo nazionale e ha garantito che, nel caso si rendesse necessario, l’assessorato metterà in campo ogni competenza possibile, in termini di ricollocazione e di politiche attive, nonché, eventualmente, di attività di formazione per il personale assunto.

“Naturalmente – ha concluso l’assessore – ci auguriamo che non ci sia il bisogno di ricorrere a queste soluzioni e soprattutto speriamo in una definizione positiva della vicenda, perché non vogliamo perdere in termini economici e occupazionali il valore che Mercatone Uno riveste oggi nella nostra regione”

 

                                                                                                                                                             La UILTuCS  Piemonte

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 Scarica la copia del Decreto Legge definitivo:

 

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Il TFR in busta paga dal 1 marzo 2015 potrà essere percepito dai dipendenti come parte integrante della retribuzione. La scelta del dipendente di percepire il TFR in busta paga è vincolante fino al 30 giugno 2018. Vediamo come funziona.

Dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2018, i lavoratori dipendenti del settore privato, che abbiano in essere un rapporto di lavoro da almeno sei mesi presso lo stesso datore di lavoro, potranno richiedere di percepire la quota di TFR maturando tramite liquidazione diretta mensile, come parte integrante della retribuzione.
L’obiettivo che il Governo si pone è quello di rilanciare i consumi abbinando la possibilità del TFR in busta paga al bonus degli 80 euro, ma gli effetti reali si vedranno solo col tempo.
Il dipendente, attraverso questa scelta che, se esercitata, è irrevocabile fino al 30 giugno 2018, potrà usufruire di un incremento del netto in busta paga, ma il beneficio sarà parecchio attenuato dalla circostanza che la quota del TFR mensile sconterà la tassazione Irpef ordinaria, mentre l’importo del TFR erogato a fine rapporto subirebbe la tassazione Irpef separata che è una tassazione agevolata.
A guadagnarci a queste condizioni, sarà l’Erario che incasserà subito, mese per mese, un’Irpef più alta.

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