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SALDI CONTRATTUALI ?!

Si è svolto a Roma il 21 gennaio 2013 un nuovo incontro a livello di Segreterie Generali e Nazionali con Federdistribuzione finalizzato all’avvio della trattativa di rinnovo del CCNL del Terziario con questa associazione datoriale, fuoriuscita circa un anno fa dalla Confcommercio.

In avvio dell’incontro la controparte ha finalmente cominciato a mettere sul tavolo della trattativa le condizioni a suo dire indispensabili per pervenire alla stipula di un nuovo CCNL da applicarsi nelle aziende della grande distribuzione ad essa associate. Tali condizioni dovrebbero prevedere in sostanza un generale recupero di produttività e redditività per le imprese da realizzarsi attraverso:
1. L’eliminazione di ogni tipo di automatismo avente effetti sul costo del lavoro, a partire dagli scatti d’anzianità e dalle norme in materia di classificazione del personale che determinano passaggi automatici di livello;
2. Un incremento delle quantità di lavoro attraverso il ripristino dell’orario settimanale di lavoro a 40 ore;
3. La definizione di strumenti di flessibilità nell’impiego della forza lavoro esigibili in automatico già nel primo livello di contrattazione e che vertano comunque in ogni caso su di una distribuzione dell’orario lavorativo su 7 giorni la settimana;
4. L’abbassamento della prestazione minima lavorativa del part-time dalle attuali 18 a 16 ore settimanali;
5. Il superamento dell’accezione di “mansione prevalente” attualmente prevista dal contratto;
6. La definizione di una progressione salariale imprescindibilmente e strettamente correlata alla realizzazione degli interventi sopra descritti.
Inoltre Federdistribuzione, ribadendo quanto da essa unilateralmente operato in ordine alla fuoriuscita dai fondi di assistenza sanitaria, ha dichiarato la propria volontà di realizzare sedi bilaterali autonome anche nel campo della previdenza integrativa e della formazione, nell’ambito di meccanismi di “governance” della bilateralità che consentano di destinare realmente la maggior parte delle risorse a scopi utili per le aziende e i lavoratori (quali il sostegno al reddito e la formazione) attraverso una forte struttura bilaterale nazionale, di cui è possibile prevedere un’articolazione territoriale limitata all’attivazione di sportelli a livello decentrato.
In replica a tali posizioni la UILTuCS ha innanzitutto ribadito l’illegittimità e conseguente inefficacia del recesso unilateralmente dichiarato da Federdistribuzione il 25 gennaio 2013 a nome delle aziende ad essa associate e di tutte le conseguenze ad esso connesse, a cominciare dall’uscita dai fondi di assistenza sanitaria EST e QuAS.
Pur dichiarando la soddisfazione della UILTuCS per il fatto che la controparte ha finalmente cominciato a mettere in concreto sul tavolo i temi secondo lei nodali per la definizione di un nuovo contratto, e condividendo l’auspicio che tale obiettivo possa essere realizzato in tempi rapidi, si è rilevato quanto la complessità e delicatezza degli argomenti sollevati non possano che indurre a doverosa prudenza. Tanto più che quanto esposto dalla controparte non ha in alcun modo fornito risposta a nessuno dei temi posti nella piattaforma unitaria presentata dalle OO.SS. Si è inoltre ribadito la indisponibilità della UILTuCS alla sottoscrizione di accordi parziali su singoli temi o singole materie ovvero anche la sottoscrizione di accordi di proroga del contratto ancora vigente allorché si dovesse pervenire in prossimità della scadenza del termine del 31 maggio unilateralmente indicato da Federdistribuzione.
La UILTuCS ha rimarcato che le posizioni illustrate da Federdistribuzione in tema di flessibilità e orario di lavoro, con la loro esigibilità immediata già dal primo livello di contrattazione, determinerebbero nella pratica la cancellazione del secondo livello di contrattazione che su queste materie si è prevalentemente esercitato nel corso degli ultimi 40 anni. Si è anche ribadita la indisponibilità a prevedere un rinnovo contrattuale “a costo zero” qual è quello che ci sembra ispirare la richiesta datoriale di collegare direttamente alla realizzazione degli interventi richiesti sui diversi versanti (orario, flessibilità, superamento degli automatismi) il futuro incremento della retribuzione tabellare. Ciò detto la UILTuCS ha anche segnalato il proprio interesse ad approfondire alcuni degli aspetti sollevati in ordine ai temi della bilateralità, ma ciò non può che costituire la coda del negoziato, una volta che siano stati affrontati compiutamente tutti i temi che per stessa dichiarazione dell’associazione datoriale costituiscono i punti di snodo del negoziato medesimo.
Le Parti hanno infine concordato la prosecuzione del negoziato a partire da un prossimo incontro, che prevede la partecipazione di delegazioni sindacali allargate alle strutture territoriali delle OO.SS. firmatarie, per il giorno 6 febbraio 2014. La riunione avrà per argomento i temi di snodo del negoziato, vale a dire orario di lavoro, flessibilità, automatismi e salario.

Di seguito si può scaricare il volantino da diffondere tra le Lavoratrici ed i Lavoratori

 

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