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Si è svolto l'incontro con la Divisione Ipermercati di Carrefour Italia. 
Gli andamenti aziendali, in attesa dei riscontri definitivi, come già preannunciato nel mese di Novembre 2013, si presentano problematici. Ciò in ragione del contesto generale, contraddistinto dal perdurare del calo dei consumi e da un trend aziendale caratterizzato dalla diminuzione delle vendite, dalla contrazione dei margini e della redditività aziendale. Nello specifico le vendite nel 2013 sul 2012 flettono di 8 punti percentuali. Particolare preoccupazione mostra l'andamento dell'Ebit. Ben 43 ipermercati sui 56 complessivi del Gruppo vantano un Ebit negativo. Le politiche commerciali e gli investimenti compiuti e/o messi in cantiere per ristrutturare 15 superfici di vendite, le strategie di fidelizzazione, compiute attraverso l'emissione di una nuova carta fedeltà (Pey Bech), e il recente acquisto, tramite una società controllata, di 7 gallerie commerciali (Burolo, Massa, Tiene, Giussano, Paderno, Montecucco e Vercelli) non sembrano azioni sufficienti a determinare a breve un’inversione di tendenza degli andamenti nel nostro Paese.
Nello stesso incontro Carrefour ha annunciato l'avvio di una procedura di mobilità che coinvolgerà 20 ipermercati, per un totale di 270 possibili esuberi. I punti vendita interessati sono quelli di Montecucco, Grugliasco, Pinerolo, Aosta, Collegno, Leini, Moncalieri, Gallarate, S. Giuliano, Assago, Carugate, Giussano, Paderno, Limbiate, Casalecchio, Thiene, Pisa, Marcianise, Trofarello e Malpensa. Le segreterie nazionali di Filcams, Fisascat e Uiltucs, unitamente al Coordinamento nazionale delle Strutture e delle Rappresentanze sindacali presenti all'incontro, hanno manifestato preoccupazione e dichiarato insufficienti le politiche messe in campo dal Gruppo per fronteggiare i crescenti livelli di concorrenza, ad opera di catene locali e/o superfici più competitive per dimensionamento e politiche dei prezzi. Le decisioni comunicate da Carrefour Italia manifestano il perdurare di una fase di incertezza nell'assumere strategie e politiche aziendali utili a risollevare le sorti della divisione ipermercati ed evidenziano comportamenti incoerenti nell'ambito delle relazioni sindacali.

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Nei giorni scorsi è stata firmata unitariamente con Federalberghi e Faiat, con la partecipazione di Confcommercio, l’ipotesi di rinnovo del contratto nazionale per le lavoratrici e i lavoratori di alcuni importanti comparti del settore Turismo.

L’intesa lancia un messaggio forte al resto delle Associazioni imprenditoriali, Fipe, Fiavet e Angem (da sempre firmatarie del C.C.N.L.), nel far prevalere posizioni responsabili rispetto a quelle assunte da queste ultime che intendono trasformare il rinnovo contrattule in occasione per ridurre il salario e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.

L’intesa, la cui durata è di quaranta mesi (da maggio 2013 a agosto 2016), nel ribadire la struttura contrattuale esistente, confermando anche importanti normative quali gli scatti di anzianità e i permessi retribuiti per tutti i lavoratori vecchi e nuovi assunti (stagionali compresi), prevede un aumento salariale a regime al 4° livello di 88 euro. 

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SALDI CONTRATTUALI ?!

Si è svolto a Roma il 21 gennaio 2013 un nuovo incontro a livello di Segreterie Generali e Nazionali con Federdistribuzione finalizzato all’avvio della trattativa di rinnovo del CCNL del Terziario con questa associazione datoriale, fuoriuscita circa un anno fa dalla Confcommercio.

In avvio dell’incontro la controparte ha finalmente cominciato a mettere sul tavolo della trattativa le condizioni a suo dire indispensabili per pervenire alla stipula di un nuovo CCNL da applicarsi nelle aziende della grande distribuzione ad essa associate. Tali condizioni dovrebbero prevedere in sostanza un generale recupero di produttività e redditività per le imprese da realizzarsi attraverso:
1. L’eliminazione di ogni tipo di automatismo avente effetti sul costo del lavoro, a partire dagli scatti d’anzianità e dalle norme in materia di classificazione del personale che determinano passaggi automatici di livello;
2. Un incremento delle quantità di lavoro attraverso il ripristino dell’orario settimanale di lavoro a 40 ore;
3. La definizione di strumenti di flessibilità nell’impiego della forza lavoro esigibili in automatico già nel primo livello di contrattazione e che vertano comunque in ogni caso su di una distribuzione dell’orario lavorativo su 7 giorni la settimana;
4. L’abbassamento della prestazione minima lavorativa del part-time dalle attuali 18 a 16 ore settimanali;
5. Il superamento dell’accezione di “mansione prevalente” attualmente prevista dal contratto;
6. La definizione di una progressione salariale imprescindibilmente e strettamente correlata alla realizzazione degli interventi sopra descritti.
Inoltre Federdistribuzione, ribadendo quanto da essa unilateralmente operato in ordine alla fuoriuscita dai fondi di assistenza sanitaria, ha dichiarato la propria volontà di realizzare sedi bilaterali autonome anche nel campo della previdenza integrativa e della formazione, nell’ambito di meccanismi di “governance” della bilateralità che consentano di destinare realmente la maggior parte delle risorse a scopi utili per le aziende e i lavoratori (quali il sostegno al reddito e la formazione) attraverso una forte struttura bilaterale nazionale, di cui è possibile prevedere un’articolazione territoriale limitata all’attivazione di sportelli a livello decentrato.
In replica a tali posizioni la UILTuCS ha innanzitutto ribadito l’illegittimità e conseguente inefficacia del recesso unilateralmente dichiarato da Federdistribuzione il 25 gennaio 2013 a nome delle aziende ad essa associate e di tutte le conseguenze ad esso connesse, a cominciare dall’uscita dai fondi di assistenza sanitaria EST e QuAS.
Pur dichiarando la soddisfazione della UILTuCS per il fatto che la controparte ha finalmente cominciato a mettere in concreto sul tavolo i temi secondo lei nodali per la definizione di un nuovo contratto, e condividendo l’auspicio che tale obiettivo possa essere realizzato in tempi rapidi, si è rilevato quanto la complessità e delicatezza degli argomenti sollevati non possano che indurre a doverosa prudenza. Tanto più che quanto esposto dalla controparte non ha in alcun modo fornito risposta a nessuno dei temi posti nella piattaforma unitaria presentata dalle OO.SS. Si è inoltre ribadito la indisponibilità della UILTuCS alla sottoscrizione di accordi parziali su singoli temi o singole materie ovvero anche la sottoscrizione di accordi di proroga del contratto ancora vigente allorché si dovesse pervenire in prossimità della scadenza del termine del 31 maggio unilateralmente indicato da Federdistribuzione.
La UILTuCS ha rimarcato che le posizioni illustrate da Federdistribuzione in tema di flessibilità e orario di lavoro, con la loro esigibilità immediata già dal primo livello di contrattazione, determinerebbero nella pratica la cancellazione del secondo livello di contrattazione che su queste materie si è prevalentemente esercitato nel corso degli ultimi 40 anni. Si è anche ribadita la indisponibilità a prevedere un rinnovo contrattuale “a costo zero” qual è quello che ci sembra ispirare la richiesta datoriale di collegare direttamente alla realizzazione degli interventi richiesti sui diversi versanti (orario, flessibilità, superamento degli automatismi) il futuro incremento della retribuzione tabellare. Ciò detto la UILTuCS ha anche segnalato il proprio interesse ad approfondire alcuni degli aspetti sollevati in ordine ai temi della bilateralità, ma ciò non può che costituire la coda del negoziato, una volta che siano stati affrontati compiutamente tutti i temi che per stessa dichiarazione dell’associazione datoriale costituiscono i punti di snodo del negoziato medesimo.
Le Parti hanno infine concordato la prosecuzione del negoziato a partire da un prossimo incontro, che prevede la partecipazione di delegazioni sindacali allargate alle strutture territoriali delle OO.SS. firmatarie, per il giorno 6 febbraio 2014. La riunione avrà per argomento i temi di snodo del negoziato, vale a dire orario di lavoro, flessibilità, automatismi e salario.

Di seguito si può scaricare il volantino da diffondere tra le Lavoratrici ed i Lavoratori

 

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Il 10 gennaio 2013 è proseguito il confronto sindacale per la definizione del Contratto Integrativo Aziendale dei Dipendenti del Consorzio dei Sistemi Informatici del Piemonte.

La trattativa è difficile perchè sulla stessa gravano due fattori fortemente condizionanti:

1- La riorganizzazione strutturale aziendale avviata dalla Regione Piemonte (contestata dai dipendenti)

2- La rescissione unilaterale del vecchio C.I.A.  e di tutti gli accordi stipulati al livello aziendale avanzata lo scorso anno dalla Direzione CSI.

Di seguito si allega il comunicato sindacale unitario:

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Di seguito si allega la lettera inviata dalla UILTuCS di Torino all'Istituto di vigilanza IVRI S.p.A. il 30 dicembre 2013 grazie alla quale, dal 1° di gennaio 2014, tutte le Lavoratrici ed i Lavoratori  che erano in Cassa Integrazione, hanno ripreso il servizio........! 

Si pubblica inoltre la richiesta d'incontro unitaria, inviata alla Prefettura di Torino, alla Direzione Territoriale del Lavoro ed ai principali Istituti di Vigilanza che insistono sul territorio, al fine di concordare la ricollocazione degli attuali 73 dipendenti IVRI S.p.A., in seguito alla dismissione degli appalti per chiusura della filiale torinese.

 

 

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FEDERDISTRIBUZIONE

(associazione della grande distribuzione uscita da Confcommercio)

PREDICA BENE E RAZZOLA MALE

Predica la stipula di un CCNL della grande distribuzione, ma nei fatti comunica alle OO.SS. il recesso dal CCNL del Terziario creando ai lavoratori un pericoloso vuoto contrattuale. 

La posizione della Federdistribuzione è provocatoria ed arrogante

La provocazione consiste nel fatto  che:

  • le OO.SS. hanno accettato il confronto con Federdistribuzione, finalizzandolo al rinnovo del CCNL rigettando decisamente e con fermezza il recesso dallo stesso, totale o parziale che sia, considerandolo un atto confliggente, in quanto - inopportuno sul piano delle relazioni industriali, - squilibrante il potere contrattuale della parti a svantaggio del sindacato e dei lavoratori - completamente illegittimo sul piano giuridico;
  • tale posizione è stata ripetutamente e con chiarezza confermata dalle OO.SS sia nelle loro missive sia nel corso del confronto che si è sviluppato;
  • ora  Federdistribuzione ripropone, come se nulla fosse stato detto, scritto e fatto, le azioni di recesso in base alle quali sviluppare il futuro confronto contrattuale e cioè in totale antitesi con le posizioni sindacali. Questa posizione appare appositamente studiata per porre un ostacolo insormontabile alle trattative.

L’arroganza consiste nello stabilire ed intimare unilateralmente e con minuziosità:

  • i tempi, addirittura per temi, dei recessi contrattuali;
  • gli argomenti correlati ai tempi di trattativa sui quali sviluppare il confronto sindacale;
  • la modifica del dettato contrattuale vigente adattandolo ai propri bisogni politici e normativi.

Nella posizione di Federdistribuzione si vede con chiarezza la mancanza di volontà di addivenire al rinnovo del CCNL, di aspirare all’applicazione di una sorta di regolamento unilaterale sostitutivo del Contratto e di sostituire il welfare contrattuale gestito dalla bilateralità, come i fondi di assistenza integrativa dai quali recedono dal 1 gennaio 2014, con una sorta di prebende di minor valore ed efficacia.

L’invito alla contrattazione rivolto al Sindacato è meramente di facciata, in quanto il confronto verrebbe accettato da Federdistribuzione solo se collocato su terreni con esiti da Essa predefiniti unilateralmente e di suo esclusivo vantaggio, penalizzando invece le aspettative contrattuali dei lavoratori, altrimenti sarebbe reso sterile e non ostativo l’attuazione di quanto nei suoi programmi.

In conclusione la UILTuCS per l’ennesima volta ribadisce, che accetta ed anzi sollecita le trattative con Federdistribuzione a condizione che siano rivolte al rinnovo del CCNL nel suo insieme, fermo restando, nel frattempo, l’applicazione complessiva, senza deroghe, modifiche o parziali recessi, di quello precedente soggetto al rinnovo.

Il permanere, invece, della posizione espressa da Federdistribuzione, non potrà non comportare conseguenti reazioni  di conflitto da parte sindacale e delle lavoratrici e lavoratori, che saranno colpiti da questa irresponsabile politica.

 

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Il 20 dicembre 2013 si è svolto il primo incontro tra le segreterie Nazionali di UILTuCS - Filcams - Fisascat e Federdistribuzione per il rinnovo del CCNL del Terziario Distribuzione e Servizi.

in allegato potete visionare la circolare nazionale

 

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